COME SONO NATI I KYOOR

Le serate techno targate magazzino rurale, in un periodo specifico soprattutto, erano qualcosa di incredibile, si respirava un’atmosfera magica, di libertà, condivisione e stravaganza, di fuga dall’ordinario, il fascino schietto e sporco delle situazioni metropolitane che sanno di apertura mentale, di rispetto, di scambio culturale e tanta fratellanza, è proprio in questi posti che puoi fare gli incontri più assurdi, e la storia dei Kyoor è stata esattamente uno di questi casi.

CAPITOLO 1 – GIUSEPPE

Un giorno facendo la spesa al penny vedo una strana coppia, lei stile punkettona dai capelli colorati e ovviamente vestiti strappati e lui trasandato, capelli disordinati, aria persa, perfetto, LI DEVO FERMARE! E’ estremamente raro vedere ragazzi così alternativi da queste parti, dovevo dirgli delle nostre feste e invitarli, e fu così che ci conoscemmo con GIU’ e SU’ (Giuseppe e Susanna, diventati piano piano poi anche cuore pulsante dell’associazione oltre che membri della band) e parlando durante le serate scoprii la loro passione per il metal, i doppi pedali kick e il DSBM, così gli dissi che sarebbe stato bello qualche volta suonare insieme, anche se eravamo senza cantante, ma dopo un po’ di tempo, con la gente che passava dal club, cazzi e mazzi, una sera, ricordo benissimo, gli faccio, FORSE QUALCUNO C’è.

CAPITOLO 2 . SAMUEL

Eravamo durante l’after di una serata appena finita, che così, all’improvviso, sento tirare un urlo, alto, potente, da farmi gelare il sangue, mi giro e vedo che era stato un ragazzo molto particolare, di cui a pelle, già mi riconoscevo e non poco (per farsi le nostre feste veniva a piedi dal paese….e dal futuro) canotta, jeans larghissimi e strappati, tatuaggi alle braccia, capelli hyperpunk e un fisico un sacco esile, cerco di conoscerlo di più e inizio a fargli domande, abbiamo le stesse influenze Nu Metal, scopro che in realtà era nato e cresciuto fuori, nelle Marche, e soprattutto che aveva una band e che lui era il cantante, sbem, la prima collisione, chi vi sta scrivendo ha passato una vita a suonare e cercare di concretizzare progetti musicali, così inizio a raccontargli del mio passato, degli strumenti che stavano facendo polvere nel capannone, della mia speranza ancora viva di mettere su una band, ma anche del sogno che avevamo da tempo come associazione di iniziare a organizzare eventi rock/metal e allora ci promettiamo di iniziare proprio con quella che era la sua band di allora i Nothing Name di Fano, sarebbe stato il primo concerto del magazzino ma il destino evidentemente era un altro, perché si sciolsero poco dopo costringendoci a rinunciare a quell’idea, ma non al sogno. E questa non fu altro che la svolta, da quel momento inizio a mettergli in testa di poter formare una nuova band tutta nostra, avevamo già la strumentazione e le idee, quello che non andava era la distanza, purtroppo lui scendeva pochissime volte l’anno e questo rendeva difficile la cosa, ma non impossibile, così sfruttiamo tutta l’estate (del ’24), in cui si ferma qualche mese in più, per buttare giù le prime bozze restandone entusiasti, ora dovevamo solo completare la formazione e trovare gli altri componenti come la ‘missione per conto di Dio’ dei Blues Brothers.

CAPITOLO 3 – ACHROMATIC

il chitarrista invece lo troviamo solo dopo mesi, al terzo tentativo, paradossalmente perché era uno dei dj producer che da 2 anni suonava alle serate del magazzino, quindi viene dallo stesso genere, ha il sound che cerchiamo, è l’uomo giusto e ce l’avevamo sotto al naso.

 Il sound si tocca, la band c’è, i brani pure, il posto figurati e allora mettiamo su un grandissimo esordio, parallelamente sia come progetto nu metal che come Club. E’ Halloween 2024, e saranno i grandissimi Fallout HC e Manilla Raven a darci quest’onore. Il resto …continueremo a scriverlo

obseXxhead (CAPITOLO 4)

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